

| Dosaggio | Confezione | Prezzo per dose | Prezzo | |
|---|---|---|---|---|
| 10/100mg | 360 compresse | €0,90 | €406,54 €325,23 Miglior prezzo | |
| 10/100mg | 180 compresse | €1,01 | €225,85 €180,68 | |
| 10/100mg | 120 compresse | €1,14 | €171,00 €136,80 | |
| 10/100mg | 90 compresse | €1,26 | €141,96 €113,56 | |
| 10/100mg | 60 compresse | €1,45 | €108,08 €86,46 | |
| 10/100mg | 30 compresse | €1,73 | €64,52 €51,61 | |
| 25/100mg | 360 compresse | €1,07 | €482,37 €385,89 | |
| 25/100mg | 180 compresse | €1,20 | €269,41 €215,53 | |
| 25/100mg | 120 compresse | €1,37 | €204,88 €163,90 | |
| 25/100mg | 90 compresse | €1,51 | €169,38 €135,51 | |
| 25/100mg | 60 compresse | €1,74 | €130,66 €104,53 | |
| 25/100mg | 30 compresse | €2,16 | €80,65 €64,52 | |
| 25/250mg | 360 compresse | €1,23 | €551,74 €441,39 Popolare | |
| 25/250mg | 180 compresse | €1,39 | €312,97 €250,37 | |
| 25/250mg | 120 compresse | €1,64 | €245,21 €196,17 | |
| 25/250mg | 90 compresse | €1,81 | €203,26 €162,61 | |
| 25/250mg | 60 compresse | €2,00 | €150,02 €120,02 | |
| 25/250mg | 30 compresse | €2,28 | €85,49 €68,39 |
Carbidopa/Levodopa è una combinazione farmacologica costituita da levodopa, precursore della dopamina, e da carbidopa, inibitore periferico della dopa decarbossilasi. La levodopa attraversa la barriera ematoencefalica e, una volta nel sistema nervoso centrale, viene convertita in dopamina; il carbidopa limita la conversione periferica, aumentando la disponibilità centrale di levodopa e riducendo gli effetti indesiderati a livello peripherico.
Meccanismo d'azione: nel SNC, la levodopa fornisce il substrato dopaminergico necessario per modulare la funzione nigrostriata, compensando la perdita di neuroni dopaminergici tipica della malattia di Parkinson. Il carbidopa agisce come inibitore della dopa decarbossilasi periferica, impedendo la conversione preliminare di levodopa in dopamina al di fuori del SNC. Ciò permette di utilizzare una dose inferiore di levodopa per ottenere un effetto centrale analogo, riducendo la dopamina periferica responsabile di nausea, ipotensione ortostatica e altri effetti collaterali.
Profilo clinico e formulazioni: la combinazione è disponibile in compresse immediate-release o in formulazioni a rilascio controllato, con dosaggi tipici di circa 25 mg di carbidopa / 100 mg di levodopa per compressa. L’associazione è impiegata per ottenere un controllo sintomatico della bradicinesia, del tremore e della rigidità, migliorando la motricità globale nel Parkinson e in alcune parkinsonismi correlati. L’uso è strettamente individualizzato in funzione della risposta clinica e della tolleranza del paziente, con aggiustamenti di dose e di frazione posologica nel tempo.
La principale indicazione di Carbidopa/Levodopa è il trattamento sintomatico della malattia di Parkinson idiopatica. Può migliorare significativamente la bradicinesia e la rigidità, permettendo una maggiore attività quotidiana e indipendenza funzionale. In alcuni pazienti, la combinazione migliora anche il tremore, sebbene la risposta sia eterogenea tra gli individui.
Oltre al Parkinson idiopatico, la combinazione può essere impiegata in altre condizioni parkinsoniane come la paralisi agitante, parkinsonismo associato a lesioni o degenerazioni e in alcuni disturbi da deficienza dopaminergica quando la sintomatologia è prominente e risposta ad una terapia dopaminergica è dimostrata. L’uso è sempre personalizzato, con monitoraggio della risposta clinica e degli effetti avversi.
In pratica clinica, Carbidopa/Levodopa è spesso impiegata in combinazione con altri modulanti dopaminergici o con inhibitorie delle catecol-O-metiltransferasi (COMT) o con inibitori delle monoamino-ossidasi di tipo B (MAO-B) per prolungare l’effetto del farmaco e ottimizzare la gestione motoria. Le formulazioni possono variare, offrendo opzioni di dosaggio che permettono una titolazione precisa alle esigenze del paziente.
La somministrazione è generalmente orale, con dosaggi adattati alle esigenze individuali. La terapia di solito inizia con una dose bassa e viene progressivamente aumentata fino a ottenere una risposta clinica soddisfacente o fino a raggiungere la tollerabilità ottimale. L’obiettivo è bilanciare l’efficacia motoria con la minimizzazione degli effetti avversi.
A causa della variabilità dell’assorbimento della levodopa, è comune impostare un intervallo di somministrazione regolare, spesso suddiviso in 3–4 dosi giornaliere. Le formulazioni a rilascio controllato possono offrire una copertura più continua, riducendo i picchi di dopamina e la comparsa di distonie; tuttavia, la risposta individuale può differire rispetto alle formulazioni immediate-release.
Assunzione e stile di vita: si raccomanda di assumere le dosi con un bicchiere d’acqua, evitando masticare le compresse se non indicato. Le proteine alimentari possono interferire con l’assorbimento della levodopa; quindi, in alcuni pazienti, si preferisce distribuirne l’assunzione nel corso della giornata o separarla dai pasti proteici principali, soprattutto all’inizio della terapia o durante la titolazione.
Controindicazioni ed avvertenze: la terapia è controindicata in alcuni contesti, quali ipertensione intracranica, glaucoma acuto ad angolo stretto non controllato e ipersensibilità notoria ai componenti. In presenza di malattie cardiache significative, disturbi psichiatrici preesistenti o storia di psicosi, è essenziale valutare benefici e rischi con il medico curante.
Interazioni farmacologiche: l’uso concomitante di inibitori non selettivi della monoamino-ossidasi (IMAO) può aumentare il rischio di crisi ipertensive o squilibri neuropsichici; altre interazioni includono antipsicotici che antagonizzano la dopamina e alcuni integratori che possono influenzare l’assorbimento o la biodisponibilità. Il pyridoxine (vitamina B6) agisce principalmente sulla via periferica; con carbidopa, tale effetto è minimamente rilevante, ma va considerato in contesti politerapia.
Monitoraggio e popolazioni speciali: nei pazienti anziani o in presenza di compromissione renale o epatica, è necessaria una sorveglianza clinica stretta per modulare dose e frequenza. In gravidanza e allattamento, il beneficio per la madre deve essere pesato rispetto al potenziale rischio fetale; l’uso è riservato ai casi essenziali con consulto medico specialistico.
Nausea, vomito e ipotensione ortostatica: sono eventi frequenti all’inizio della terapia o con aumento di dose, spesso gestiti aggiustando la posologia o prendendo il farmaco con cibo leggero se tollerato. Dispepsia e sensazione di malessere gastrico possono accompagnare l’inizio del trattamento.
Dys kinesie e fluttuazioni motorie: con uso prolungato possono emergere movimenti anomali (dyskinesie) e fenomeni di “on-off” correlati ai picchi plasmatici di dopamina. Titolazioni post-dose, aggiustamenti di formulazione o introduzione di terapie combinanti possono mitigare tali effetti.
Effetti cognitivi e psichiatrici: confusione, allucinazioni, irritabilità o agitazione si riscontrano con maggiore frequenza in pazienti anziani o in dose elevate. Alterazioni della vigilanza, insonnia o sedazione possono influire sulla capacità di guida o di operare macchinari; in tali casi è necessaria rivalutazione terapeutica. Raramente si riportano effetti vascolari o cutanei; monitoraggio clinico permette interventi tempestivi se emergono segnali di allerta.
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